Quanto si riducono emissioni e smog con gli edifici del futuro

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Zero emissioni

Firmato nel 1997, ma entrate in vigore nel 2005, il protocollo di Kyoto ha sancito per la prima volta in modo ufficiale la crescente preoccupazione per il tema del riscaldamento globale e la riduzione delle emissioni di gas serra in atmosfera, come biossido di carbonio, metano e e idrofluorocarburi.

Tra i settori maggiormente sotto accusa relativamente alla produzione di emissioni e di smog vi è stato a lungo quello dei trasporti, sopratutto privati. Di recente però alcuni studi di istituti e società come RSE – Ricerca sul Sistema Energetico, hanno iniziato a puntare il dito sulle emissioni di particolato primario da combustione in ambito edilizio, con riferimento specifico a quello residenziale.

Se nel periodo 2000 – 2015 il tasso di Pm10 e Pm2.5 è infatti diminuito del 25%, a seguito degli accordi stretti in ambito internazionale, è stato però riscontrato nel decennio 2003 – 2012 un aumento derivante da riscaldamento domestico di oltre il 10%. Secondo un report dell’Osservatorio Autopromotec nella città di Milano le emissioni di CO2 derivanti dal riscaldamento abitativo sono pari a circa il 74% del totale.

La produzione di gas serra non è stata abbattuta introducendo l’uso del pellet, in quanto nell’intera regione Lombardia le biomasse contribuiscono più di ogni altro tipo di combustibile alla produzione di Pm10. Nel rapporto di RSE si legge che sono tre i fattori principali su cui agire per limitare l’impatto: “Promuovere negli utenti una maggiore consapevolezza sull’uso dell’energia, riducendo, di fatto gli sprechi, ridurre il fabbisogno per la climatizzazione attraverso interventi strutturali in grado di migliorare le prestazioni degli edifici” e “rendere i sistemi di produzione calore più efficienti e meno inquinanti”.

Emissioni di gas serra: la soluzione degli Near Zero Energy Buildings

Una possibile soluzione è rappresentata dall’applicazione dei principi costruttivi noti come NZEB – Near Zero Energy Buildings, edifici nei quali il bilancio tra energia consumata e prodotta è molto vicino al pareggio (come per legge dovranno essere progettati tutti gli edifici dal 2021). In che modo? Abbattendo fino a eliminare tutti i consumi direttamente correlati alla climatizzazione, quindi le attività di riscaldamento, rinfrescamento, deumidificazione e produzione di acqua calda.

Le case di Residenza dal Futuro seguono già questi principi con una serie di scelte oculate in fase progettuale. In primis, introducendo la tecnica dell’induzione elettromagnetica per i fornelli della cucina, è stata eliminata la necessità di fornitura di gas in ogni casa. La conseguenza è semplice quanto entusiasmante: nessuna combustione, quindi stop all’inquinamento atmosferico, con in più un sensibile risparmio economico.

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Impatto zero con Geotermia, termoregolazione e pannelli fotovoltaici

Per quanto riguarda il riscaldamento, invece, l’assenza di gas permette l’isolamento perfetto dell’appartamento, ovvero coibentazione delle strutture abitative tramite materiali isolanti. A ciò si aggiunge l’applicazione della tecnologia pulita e gratuita derivante dalla Geotermia, che sfrutta la temperatura del sottosuolo, pari a 13°C. Questo calore viene immagazzinato da sonde geotermiche, che lo trasportano nella struttura attraverso i pannelli radianti installati sotto il pavimento: a tutti gli effetti un sistema pulito, inesauribile e rinnovabile per garantire il riscaldamento della casa.

Infine tutte gli appartamenti sono dotati di termoregolazione e pannelli fotovoltaici per la produzione di energia, tra cui quella per il riscaldamento dell’acqua. La caldaia, divenuta superflua, è di conseguenza assente, per un risparmio medio di circa 200-300 euro all’anno su una superficie di 100 metri quadrati.

A testimonianza dell’estrema flessibilità e dell’integrazione del sistema con i tanti impianti di casa, si consideri come dopo poche settimane dall’installazione non sia più necessario variare personalmente la temperatura, durante il corso della giornata: il sistema domotico studierà lo spostamento del sole e regolerà di conseguenza altezza e inclinazione delle tapparelle per raggiungere la temperatura ottimale, evitando quando possibile di sfruttare il riscaldamento diretto.

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