Come vengono ridotti i costi di esercizio e manutenzione in una residenza all’avanguardia

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Cappotto termico

Cappotto esterno e interno, tetti e pareti ventilate, isolamenti del cassonetto e dell’intonaco, serramenti tripli vetri con taglio termico, eliminazione dei ponti termici: cosa hanno in comune tutte queste soluzioni? Sono interventi che diventeranno sempre più tipici nelle case nuove in vendita, perché servono a razionalizzare – e quindi ridurre il più possibile – il consumo energetico di un edificio intervenendo sul cosiddetto “involucro”, ben prima quindi delle finiture interne.

Grazie a questo tipo di progettazione di elevata qualità e attenta alle esigenze dell’ambiente, di cui la Residenza del Futuro è un perfetto esempio, i costi di esercizio relativi a un immobile in classe energetica elevata (A+, A o B) sono sensibilmente inferiori, con notevoli benefici anche per il bilancio domestico.

Case in vendita nuove costruzioni: quali risparmi

Nel 2016, una ricerca del Politecnico di Torino, riportata dalla rivista specializzata Ingenio,ha valutato che le ottimizzazioni dell’involucro di un contesto multi-residenziale avrebbero portato a una riduzione dei costi d’esercizio degli appartamenti (riscaldamento e raffrescamento) compresa tra il 17% e il 23%, per un piano dalla superficie climatizzata totale di 466 metri quadrati, in un complesso immobiliare sito a Milano.

Considerando i diversi contesti abitativi nel loro insieme, la spesa annua per il riscaldamento in classe G per un trilocale medio può essere otto volte superiore rispetto all’esborso complessivo di una casa in classe A. In soli 10 anni, pertanto, sarà possibile ammortizzare ben oltre 20.000 euro per un appartamento di circa 100 metri quadri, rendendo evidenti a chiunque i vantaggi dell’acquisto di un immobile di maggior pregio. Una scelta che mette d’accordo l’ecologia e la sostenibilità finanziaria delle famiglie.

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Come funziona un edificio: costi e manutenzione

Globalmente parlando, a parte i costi iniziali di costruzione, un edificio affronta spese per le utenze (energia e acqua), per la manutenzione e gestione ordinaria, per sostituire componenti che hanno esaurito il ciclo di vita e per le attività d’uso.

Oggi sono stati fatti passi avanti non solo sul calcolo dei costi di ordinario esercizio della struttura, ma anche sui costi di manutenzione,che in generale non è più un’attività legata a interventi isolati, ma perfettamente integrata sia nelle norme di legge (Codice degli appalti e regolamenti attuativi, Decreto ministeriale 14/2008) che nella fase di progettazione della struttura, durante la quale viene ormai previsto un vero e proprio piano di manutenzione della parte strutturale.

In questo documento, gli addetti ai lavori devono adottare soluzioni tecniche per valorizzare la “manutenibilità” dell’opera, nonché gli altri principi della sostenibilità, come la durabilità di materiali e componenti e la possibilità tecnica di sostituirli, ma anche di controllare nel tempo le prestazioni dell’edificio. La manutenzione si divide in due grandi ambiti: quella preventiva (prima che venga rilevata una criticità e può essere a sua volta programmata o “secondo condizione”) e quella correttiva, nella quale occorre distinguere tra differita e urgente. Bisogna inoltre sottolineare, che strutture con isolamenti altamente preformati, come Residenza del Futuro, riducono ampliamente il fabbisogno energetico e di conseguenza il relativi costi di gestione e manutenzione.

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